Arte e Architettura Contemporanea

Ultima modifica 7 ottobre 2021

Colle di Val d'Elsa è una città che non abbraccia solo il mondo antico, ma è un perfetto connubio tra contemporaneità e antichità. Opere d'arte e architettura dal fascino moderno si inseriscono nel contesto cittadino, integrandosi perfettamente con gli edifici e i palazzi di stampo medievale e rinascimentale.

Grazie alle varie iniziative di 'Arte all'Arte' numerosi artisti del panorama internazionale dell'arte contemporanea hanno scelto di dar vita alle loro idee proprio in questo scenario dal sapore antico, creando un perfetto canale di dialogo tra presente e passato.

Ecco le tappe del percorso del contemporaneo:

1) PORTA NOVA - Tadashi Kawamata

Tra gli artisti stranieri chiamati a partecipare all’edizione di Arte all’Arte del 2004 c'è anche Tadashi Kawamata che, arrivato a Colle di Val d'Elsa, inizia a farsi guidare per le strade più antiche del borgo, conoscendo la sua storia e la sua architettura. Nel suo giro l'artista resta affascinato dalla Porta volterrana, detta anche Porta Nuova, che sceglie come parte integrante e centrale del suo intervento. L’artista rimase inoltre colpito anche da una piacevole conversazione avuta con gli studenti di una delle scuole più vicine alla Porta che stavano lavorando alla realizzazione di storie e disegni riguardanti le antiche porte della loro città. Decise così di creare una nuova porta utilizzando come materiale il legno, utilizzato anche per la costruzione della prima porta della città. Kawamata si inserisce nell’architettura del centro storico, senza invadere o modificare ciò che già esisteva, chiedendo inoltre anche la collaborazione agli artigiani del luogo. L'antica aveva lo scopo di proteggere da attachi esterni o da ospiti indesiderati, mentre la nuova porta è come lo scheletro strutturale di quella antica dove è possibile vedere le travi e le singole parti che la compongono. In questo modo, si rappresenta il passaggio del tempo e, attraverso le fessure della nuova porta, si intravede la volontà di un lasciapassare, di un libero accesso per chiunque.

2) CISTERNA - Marisa Merz

Durante l'edizione di Arte all'Arte del 2002, l'artista Marisa Merz decise di realizzare il suo intervento sull'antica cisterna di Colle di Val d'Elsa, parte integrante dell'antico acquedotto medievale. Grazie al suo aspetto simile ad un fortino militare di ridotte dimensioni, la cisterna trasmette tuttora l’idea di un luogo di difficile accesso, pensato per proteggere un bene considerato veramente prezioso: l’acqua. Ed è proprio su questo aspetto e sull'elemento della porta che l'artista decide di concentrarsi, essendo quest'ultimo un oggetto che nell’immaginario comune si presenta già come qualcosa di misterioso perché capace di creare curiosità, continue domande e voglia di scoprire ciò che non è immediatamente visibile. Pertanto, l'artista vuole mettere in risalto l’unico elemento fisico di connessione tra l’esterno quotidiano, monotono, conosciuto e interno misterioso e sconosciuto, attraverso la creazione di una porta in rame, elemento che richiama alla mente sia i materiali più comuni della zona, sia qualcosa che più facilmente si collega all’acqua.

3) LA VOCE CHE SI INDEBOLISCE - Ilya Kabakov

Torniamo all'edizione di Arte all'Arte 1998, l'artista ucraino Ilya Kabakov decide di realizzare la sua opera nella parte alta della Città di Colle di Val d'Elsa, in un luogo dimenticato anche dai cittadini stessi, sotto il Bastione di Sapia. In questa zona, lungo il perimetro esterno delle mura della città l'artista decise di collocare una colonna di marmo, quasi completamente interrata e di cui è visibile solo la parte superiore. Sull’estremità della colonna è scolpito in bassorilievo un libro aperto, dove si legge il seguente testo: “Ho sostenuto il tempio con la mia altezza. Il tempio è stato crudele e non resta di me che metà. Gli anni fuggiranno via e sarò totalmente coperta dalla terra. E tu, camminandoci sopra, non ti accorgerai neppure di me”. Di fronte ad un ampia vista sul panorama toscana l’opera si presenta come ricordo di una storia antica, portato alla mente dalla scelta non casuale degli elementi del marmo e della colonna: un’occasione di confronto e riflessione sullo scorrere del tempo e sugli innumerevoli mutamenti che possono avvenire nel tessuto urbano, sociale e culturale.

4) SOL LEWITT - Concrete Blocks

Quest opera dell'artista statunitense, Sol Lewitt, conosciuta con il nome di 'Concrete Blocks' è stata concepita in occasione della seconda edizione di di "Arte all'Arte" nel 1997. Oggi l'opera è stata collocata permanentemente in questo luogo, per il quale l'artista aveva concepito la sua opera. Per la realizzazione della stessa l'artista ha deciso di coinvolgere le maestranze locali affidandosi a Edilcostruzioni, la stessa ditta che nel 1997 fornì i blocchi di cemento che composero l’opera originale. Quindi attraverso quest'opera l'artista vuole mettere in continuità il presente (la contemporaneità) simboleggiato dal materiale dei blocchi di cemento con il passato inserendola nell'ambiente di un antico palazzo, quello di Palazzo Pretoriomentre attraverso la forma vuole evocare l'assetto della città di Colle, caratterizzata dalla presenza di case torri. Infine, vuole rendere omaggio al lavoro e al materiale che nella sua semplicità diventa nobile grazie all'amore e alla cura che gli viene data. 

5) KIKI SMITH - Red Girl

Tra gli artisti invitati da Cai Guo-Qiang ad allestire le proprie opere all’interno degli spazi dell’UMoCA di Colle Val d’Elsa, troviamo l’artista americana Kiki Smith, che aveva già lavorato con il curatore Cai Guo-Qiang in Giappone che portò il suo progetto chiamato “Pause”, interpretato da 9 fanciulle in posizione seduta e realizzate in ceramica bianca, delle quali uno si trova presso l'impianto di risalita della città. Le fanciulle dovevano rappresentare il momento dell’attesa delle donne durante la tradizionale raccolta giapponese della legna. Ogni fanciulla, infine, era apparentemente uguale alle altre, tranne che per il colore del vestito, che cambiava ogni volta. Kiki scelse di portarne tre all'UMoCA e insieme alle fanciulle di ceramica furono aggiunte delle lampadine in cristallo soffiato realizzate dagli artigiani di Colle di Val d'Elsa. L’idea è quella di rappresentare il momento in cui scatta dentro ognuno di noi la famosa scintilla, in seguito a un momentaneo confronto e dialogo con lo spazio che ci circonda

6) ALBERTO GARUTTI - Facciata della Premiata Società Corale V. Bellini

La sua opera per l’edizione di Arte all’Arte del 2000 fu proprio l’intervento di restauro di uno degli edifici più antichi e ormai in disuso della città: la sede della corale Bellini, considerata dagli abitanti stessi uno tra i luoghi più importanti e simbolici della comunità colligiana. Alberto Garutti, unico artista italiano di questa edizione, incentrò il suo lavoro nel rapporto che c’è e che si può creare tra arte e architettura, tra la singola opera d’arte e il contesto ambientale e culturale che la circonda. Il fulcro di tutto il suo intervento è la cittadinanza, sono i colligiani, le persone del posto in cui lui, forestiero, va ad inserirsi. 

7) JEAN NOUVEL - Piazza Arnolfo di Cambio

Piazza Arnolfo, cuore sociale e commerciale della città di Colle Val d'Elsa, fu realizzata nel 1867 con l'idea di attrezzare un'area apposita per lo svolgimento di fiere e mercati e divenne con il passare del tempo la sede naturale non solo delle attività fieristiche, ma anche della vita sociale, politica e finanziaria della città. Il primo progetto di riqualificazione della Piazza fu presentato nel 2009 dal Comune di Colle di val d’Elsa e da quello di Poggibonsi, con il sostegno della Provincia di Siena. Si è trattato di un insieme coordinato di interventi volti al miglioramento della qualità urbana in ottica sostenibile, individuati attraverso un percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini e stakeholder locali. Queste riflessioni sono state sottoposte all’attenzione di Jean Nouvel, architetto a cui è stato affidato il progetto e insieme ai quattro artisti da lui selezionati (Lewis Baltz, Daniel Buren, Alessandra Tesi, Bertrand Lavier) per definire alcuni degli elementi della piazza, hanno rivisto il progetto originale e lo hanno modificato in base alle esigenze, desideri e richieste dei cittadini stessi.

8) JEAN NOUVEL - Edificio Ex Scalo Merci

L'intervento si colloca nel progetto più vasto di recupero delle aree ferroviarie presenti all'interno della città di Colle Val d’Elsa. L'area in passato era occupata dai binari, dai piazzali di movimentazione per il carico e scarico delle merci, dai magazzini situati ai margini dell'area e da una vecchia tettoia, posta alla fine del binario morto. Tra i numerosi interventi subiti, in quest'area è stata inoltre realizzata una nuova costruzione, inserita al posto di un vecchio edificio che ospitava inizialmente la sede della Polizia municipale. Il progetto è stato curato da Jean Nouvel e dal paesaggista Gilles Clement, che insieme a lui ha pensato ad una costruzione dalle molteplici e differenti funzioni. L’edificio Fondazione Don Gnocchi, in via delle Casette, ha infatti funzioni residenziali, commerciali e direzionali. Si sviluppa poi su quattro piani fuori terra e due seminterrati, uno dei quali si affaccia sul giardino.

9) GIOVANNI MICHELUCCI - Banca Monte dei Paschi di Siena

Ideato da Giovanni Michelucci, questo edificio conosciuto come "Spazio MARS" si inserisce nel centro storico della città con attenzione ma senza troppi mimetismi, come un frammento concreto e riconoscibile della "nuova città", intenzionato a incidere positivamente sulla realtà urbana interpretando esigenze di tipo collettivo. I numerosi spazi percorribili della struttura tendono infatti a conferire all’edificio il senso di un luogo aperto e penetrabile, in cui ci si può muovere, o anche solo sostare, liberamente, rendendo così concreta questa particolare idea di banca che vuole trasmettere Michelucci: un luogo di incontro e di scambio. Un perfetto connubio datto dall'alternanza tra la solida compattezza delle parti in muratura e la permeabilità degli spazi vuoti.

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